Episodi – SEASON 3

Ecco la Terza Stagione di True Blood al via negli Usa sul canale via cavo HBO a partire dal 13 Giugno 2010 con accanto segnate le date di programmazione, la trama e il promo della Hbo.

fonte: movieplayer.it

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3.12 “Evil is going on – Season Finale” – 12 settembre 2010

True Blood - Finale stagione 3: Fresh Blood ed Evil is Going On

Dalla prima alla terza stagione, quella di True Blood è stata una cavalcata trionfale in termini di apprezzamento da parte del pubblico. C’è molta distanza tra gli 1.44 milioni di spettatori del primo episodio datato 7 Settembre 2008 ai 5.38 di quelli di Evil is going on, datato 12 Settembre 2010, che culminano una stagione vista quasi sempre da oltre 5 milioni di spettatori, con un minimo di soli 4.26 per il secondo episodio Beautifully Broken. Due anni e 4 milioni di distanza tra il primo e l’ultimo episodio, fin qui, trasmesso, dati che indicano in inequivocabile successo di pubblico e, a tratti e con qualche riserva, anche di critica.
Un entusiasmo che ci sentiamo di condividere, seppur mantenendo le stesse piccole riserve, perchè la serie che Alan Ball sta costruendo a partire dai romanzi di Charlaine Harris ha più di un punto di forza e molti aspetti interessanti, ma anche alcune fragilità. E sia gli aspetti positivi che quelli negativi si sono confermati nella stagione appena conclusa.

Un anno fa eravamo rimasti delusi soprattutto dal finale della seconda stagione ed anche quello di quest’anno non brilla in modo particolare, confermando la tendenza dello show di usare i suoi finali come introduzione all’annata successiva piuttosto che come compimento di quella in corso.
Se già nel corso della stagione avevamo lodato la capacità di portare avanti tutti i personaggi, ma sollevando dubbi sulla mancanza, o la poca forza, di una storyline principale, che facesse da filo conduttore per tutti i dodici episodi di questa estate, questi dubbi si sono contretizzati proprio in Evil is Going On, che risente proprio della mancanza di appeal della parte di intreccio che ruota intorno a Bill, Eric e Sookie.
Anna Paquin ed Alexander Skarsgård nell'episodio Fresh Blood di True BloodIl mistero sulla vera natura del personaggio di Anna Paquin è stato poco incisivo, soprattutto per chi già ne era a conoscenza per aver letto i romanzi della Harris, ma soprattutto, a giudicare dall’ultimissima sequenza della stagione, avrà ripercussioni su quanto vedremo il prossimo anno. Allo stesso modo la storia d’amore con Bill e l’ambiguo rapporto con Eric si sono trascinati troppo a lungo per rappresentare un vero motivo di interesse quando, proprio in questi episodi finali, sono arrivati alla resa dei conti.
E se, come già sottolineato in passato, ci è piaciuta l’uscita dal torpore di Bill, confermata anche alla fine, fa un po’ storcere il naso l’epilogo (momentaneo, forse) del personaggio di Russell, una delle novità più interessanti della terza stagione, che si consuma a cavallo degli ultimi due episodi Fresh Blood ed Evil is Going On.

Interessanti invece sembrano le svolte di Tara e Sam: per la ragazza interpretata da Rutina Wesley un taglio di capelli che sa di taglio al passato, per un potenziale reboot tutto da vivere nella prossima stagione; lo stesso vale per Sam e per la inusuale durezza con la quale ha affrontato il problema rappresentato da Tommy. Conclusione felice anche per Hoyt e Jessica (ed insistiamo che la vampira adolescente di Deborah Ann Woll meriterebbe più spazio), ma sulla loro felicità incombe l’ombra della madre del ragazzo, armata di fucile e pronta a salvare il figlio dalle fauci della ragazza. Anche lo scontro tra Jason, il gruppo di Crystal, e le forze dell’ordine monta verso un climax che non si concretizza, confermando che il punto debole della serie è fare il passo finale nel portare a compimento i suoi molteplici spunti.
Sam Trammell e Nelsan Ellis nell'episodio Evil Is Going On di True BloodE’ stata anche una stagione ricca di visioni, da quelle di Arlene riguardo la sua gravidanza a quelle più recenti di Lafayette ed Eric, sulle quali attendiamo approfondimenti futuri.
Ed è stata una stagione sempre più ricca di sangue, con immagini e temi forti. E’ questo l’aspetto che più ci sentiamo di apprezzare: la naturalezza con cui True Blood fa sempre un passo più avanti in quello che mette in scena, senza preoccuparsi di contenersi ora che ha una visibilità maggiore rispetto agli esordi. E’ il punto che più di tutti ci lascia ancora speranzosi per il futuro ed una quarta stagione già confermata che arriverà sulle TV americane la prossima estate.

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3.11 “Fresh Blood” – 29 agosto 2010

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3.9 “Everything Is Broken” – 15 agosto 2010
3.10 “I smell a rat” – 22 agosto 2010

True Blood - episodi 3x09 (Everything Is Broken), 3x10 (I Smell a Rat)

Continua la cavalcata trionfale della stagione 3 di True Blood verso il suo imminente finale: ascolti stabili sui 5 milioni di spettatori a settimana e nuova serie di episodi, ancora 12, per il 2011. Il tutto mentre sui piccoli schermi americani si sussegono episodi impreziositi da trovate coraggiose, punte geniali, e, purtroppo, qualche dubbio che riguarda soprattutto il fulcro narrativo della stagione, poco sviluppato e poco incisivo, soprattutto ora che è stato maggiormente spiegato nel decimo episodio I smell a rat. Se però la trama di base di quest’anno, quella che ruota intorno alla figura della Sookie di Anna Paquin, non sembra avere la giusta dignità, è pur vero che nessun personaggio è stato trascurato nei nuovi episodi e che tutti hanno il loro spazio, la loro evoluzione fatta di tormenti e problemi di varia natura, in un’alternanza perfettamente equilibrata, come raramente capita in serie con così tante figure di contorno da seguire e portare avanti. Tanti pezzi che stanno contribuendo a formare un quadro complessivo che potrà essere giudicato, o criticato, quando l’immagine sarà composta nel giro di due settimane.

Uno dei personaggi secondari che gli autori stanno tratteggiando è la novità di quest’anno, Russell, il Re del Mississipi, egregiamente dipinto su schermo da Denis O’Hare.  E’ lui il protagonista del coraggioso e magnifico finale del nono episodio, Everything is broken, che lo vede fare il salto definitivo nella follia dopo l’omicidio del suo amato Talbot per mano di Eric: l’incursione in diretta TV per sottolineare la già in precedenza accennata supremazia dei vampiri sugli umani è forse la scena migliore dell’intera serie e, dal punto di vista narrativo, rappresenta un climax di notevole impatto, al quale speriamo che gli autori sapranno dare il giusto seguito. Dopo una scena di tale impatto, infatti, il rischio e di non riuscire a mantenere alto il livello del racconto, di non trovare le adeguate soluzioni narrative per completarlo, svilupparlo e sfruttarlo.
Jessica Tuck in una scena dell'episodio Everything Is Broken di True BloodE’ un rischio che ci sembra piuttosto concreto guardando il successivo I Smell a Rat, il cui incipit si concentra direttamente sulla natura di Sookie, riservando all’exploit di Russell solo pochi accenni disseminati nel corso dell’episodio, riferiti soprattutto a come l’atto del Re sia stato controproducente per i Vampiri, facendo compiere loro un netto passo indietro nell’opinione pubblica. A poco serve sottolineare come Russell l’abbia fatto perchè pazzo e non perchè vampiro e che non va condattata tutta la loro specie per il comportamento di un pazzo (così come la colpa degli atti di Jeffrey Dahmer, ad esempio, non sono responsabilità di tutta la razza umana). Troppo poco e ci aspettiamo che si torni sull’argomento negli ultimi due episodi rimasti.

I Smell a Rat, dicevamo, rivelazione su Sookie a parte, è un episodio poco incisivo che poco aggiunge a livello emotivo, limitandosi a preparare il campo al gran finale.
La perdita di controllo di Sam, introdotta nel nono episodio e ribadita nel successivo, il bizzarro rapporto di Jason con Crystal e la natura di quest’ultima, la relazione tra Lafayette e Jesus condita dal delirio da V, l’odio di Tara per i vampiri dopo quanto accadutole con Franklin, l’arroganza di Tommy e la sofferenza di Jessica, sono tanti elementi che lo condiscono, ma non lo caratterizzano.
Stephen Moyer in una sequenza onirica dell'episodio Everything Is Broken di True BloodIl fulcro dell’episodio è appunto la rivelazione della natura di fata, o semi-fata, di Sookie. Glielo rivela Bill, spiegandole anche come il suo sangue sia il migliore che abbia mai bevuto e come permetta loro di essere esposti per breve tempo alla luce del sole. Ne è a conoscenza Eric, di cui lei è ancora attratta e che è protagonista con lei del finale dell’episodio, un Eric che sottolinea come la ragazza non possa fidarsi di Bill, dando voce ad un sentimento che Sookie sente da inizio stagione, ma senza spiegarne la ragione. Il rapporto tra i due, la sua evoluzione tra alti e bassi ed apparenti inconguenze, è un elemento su cui ancora non ci sentiamo di dare un giudizio in attesa di capire a fondo le motivazioni del vampiro.

La natura di fata di Sookie è un elemento già noto a chi conosce i romanzi dai quali Alan Ball ha tratto True Blood, quindi l’enfasi torna subito dopo sul rapporto tra lei e Bill ed in particolare sul perchè la ragazza non si può fidare del vampiro, e sarà probabilmente centrale nella prossima stagione, accompagnandosi ad altri elementi già introdotti quest’anno: sappiamo già da Everything is Broken che il figlio della cugina Hadley è ugualmente telepatico e che quindi ci sono altri membri della famiglia che condividono la natura della ragazza; e soprattutto rientra in questo quadro la recente introduzione del personaggio di Claudine (nell’episodio Hitting the Ground), a cui dà il volto Lara Pulver.
Se questa stagione è quasi terminata, quindi, True Blood resta un cantiere aperto e si continua a lavorare per il suo futuro.

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3.6 “What Do You Know About Love” – 25 luglio 2010
3.7 “Let the Bodies Hit the Floor” – 1° agosto 2010
3.8 “Night on the Sun” – 8 agosto 2010

True Blood - Stagione 3, episodi 6, 7 e 8

Alla gente piace il sangue, è ormai risaputo, e  True Blood non si sta tirando indietro nel metterlo in scena a piene mani. Ed il pubblico, ovviamente, sta apprezzando, confermando l’andamento positivo della terza stagione sulla HBO: 4,74 milioni, 5,24 e poi 5,09 per i tre episodi I Got a right to sing the blues, Hitting the ground e Night on the sun, in onda in patria tra fine luglio ed inizio agosto.
Nel sangue apre l’episodio 6, con la reazione di Bill nel tentativo di salvare Sookie, una lotta messa in scena con enfasi da Micheal Lehmann che permette al vampiro di liberarsi di uno soltanto dei suoi carcerieri, fallendo miseramente nell’attaccare il ben più anziano, e potente, Russell. Inevitabile la punizione per il vampiro, sempre più nei guai da quando il suo atteggiamento sembra essere uscito dal torpore delle prime due stagioni, una punizione portata per mano di Lorena, che si diverte a tagliuzzare tra le lacrime insanguinate il corpo di Bill, sottolineando la bizzarria ed il macabro fascino della relazione tra i due. Se la dose di sangue è la più elevata dall’inizio della serie, questa in corso è infatti anche la stagione in cui un po’ tutti finiscono per essere legati/imprigionati e, all’occorrenza, torturati.

Rutina Wesley e Ryan Kwanten nell'episodio Hitting the Ground di True BloodSe il suo tentativo di salvare Sookie fallisce, però, non si può dire altrettanto del contrario: recuperata da una incontenibile Tara, liberatasi (per sempre? sinceramente speriamo di no) del promesso sposo Franklin, la ragazza riesce a trarre in salvo il vampiro per esserne attaccata durante la fuga. Tutte le scusanti del mondo (debolezza e smarrimento post-torture) non bastano alla ragazza per evitare di mettere in discussione il loro rapporto, portando i due ad una crisi che si protrae per tutti i tre episodi che stiamo analizzando.
Quello che però emerge è la centralità della figura di Sookie nella mitologia di True Blood: la giovane Stackhouse si conferma protagonista della serie e soprattutto interesse primario dei vampiri, con Russell che si aggiunge alla folta schiera dei suoi estimatori o semplicemente a quella di chi ha bisogno di lei e dei suoi poteri. Che Sookie fosse una persona speciale è stato chiaro fin dal primo episodio della serie e sembra che questa stagione voglia far luce sul motivo della sua particolarità e sulle sue origini. Intanto la ragazza è costretta a vedersela con Re Russell ed i suoi scagnozzi licantropi, con o senza l’aiuto dell’amato Bill.
La distrazione di Bill ha ovviamente ripercussioni su Jessica, restataorfana del suo creatore ed incapace di gestire i suoi nuovi poteri ed il suo nuovo status di vampira. L’iniziale (e, diremmo, adolescenziale) ribellione verso il suo creatore, lascia il posto all’affetto che la ragazza gli dimostra e dichiara quando lui fa finalmente ritorno a casa in Night on the Sun.

Alexander Skarsgå ed Evan Rachel Wood nell'episodio I Got a Right to Sing the Blues di True BloodNegli ultimi episodi anche la sete di potere di Re Russell si conferma, così come l’abilità del suo interprete Denis O’Hare, mentre i suoi piani per conquistarlo si fanno più espliciti nel matrimonio con Sophie-Anne e l’omicidio del Magistrato, ma soprattutto in un paio di sue dichiarazioni che ci fanno capire come secondo lui le creature sovrannaturali potrebbero spazzar via gli esseri umani in breve tempo se fossero unite. E’ per questo che lui si serve dei licantropi, dando loro il sangue che desiderano. Per quanto pazzo, ammette Russell, Adolf avera ragione su una cosa: “c’è una razza dominante. Ma non è quella umana.”
Resta ancora oscuro il ruolo di Eric: se inizialmente sembrava interessato a riuscire laddove Bill aveva fallito, ovvero nel restare nelle grazie del Re il più a lungo possibile, gli ultimi eventi, il messaggio inviato a Sookie tramite la cugina Hadley e soprattutto l’aver eliminato Talbot, sembrano andare in un’altra direzione.

Una scena dell'episodio Hitting the Ground di True BloodHitting the Ground è invece l’episodio in cui Sam capisce cosa si nasconde dietro i Mickens e come Joe Lee sfrutti i suoi familiari mutaforma, costringendo Tommy a partecipare a combattimenti clandestini tra cani. Ma Tommy, ora al suo fianco anche nel lavoro al Merlotte’s, non è un elemento facile da gestire e porterà con sè molti guai da qui a fine stagione. Come Sam, anche Jason riesce sempre a trovare nuovi modi per attirare guai e problemi di ogni tipo: sul suo cammino sulla strada che lo porterà a diventare poliziotto è arrivata Crystal e l’ossessione di lui per la ragazza è evidente. E’ la storyline al momento più forzata, sia perchè aggiunge un ulteriore elemento ai già numerosi fili che compongono il plot di questa stagione, sia perchè appare troppo repentina la fascinazione che il ragazzo prova per lei. Che sia colpa di Lindsay Pulsipher che dà il volto al nuovo personaggio?
Superata la metà della stagione 3, pulsioni ed intenzioni di ogni personaggio si fanno sempre più chiare e, sebbene non ci sia una linea narrativa particolarmente lineare o evidente, gli autori riescono a mantenere alto l’interesse sapendo bilanciare lo spazio a disposizione di ogni personaggio, senza lasciare che nessuno finisca nel dimenticatoio. La speranza è di non vivere lo stesso calo che proprio l’anno scorso aveva portato ad un finale deludente dopo una buona seconda stagione

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3.3 It hurts Me Too – 27 giugno 2010
3.4  9 Crimes 11 luglio 2010
3.5Trouble” – 18 luglio 2010

fonte: movieplayer.it

True Blood - St. 3, ep. 3 (It Hurts Me Too), 4 (9 Crimes), 5 (Trouble)Tutti quelli che si proclamavano stanchi dell’atteggiamento remissivo e piatto di Bill Compton avranno sicuramente di che ricredersi negli ultimi tre episodi andati in onda: tre nuovi appuntamenti, separati da una pausa, che confermano il riscontro positivo da parte del pubblico della serie, ottenendo ben oltre i quattro milioni di spettatori ogni settimana.
Tra i primi due episodi, l’evoluzione di Bill è significativa ed è da ricondurre per lo più alla sua nemica giurata, Lorena, che ha il volto di Mariana Klaveno: dal sesso condito da rabbia che chiude il primo dei tre episodi di cui parliamo, a quello che ne consegue, sia nel rapporto con Sookie che nel comportamento del vampiro, il passo e breve ed è una delle novità della stagione. Ma tutta la parte di storia che fa capo al vampiro Compton ed alla sua ricerca da parte di Sookie, è la traccia principale del terzo anno di True Blood, anche perchè va ad intrecciarsi con la mitologia della serie, mostrandoci nuovi aspetti del mondo dei vampiri (in primo luogo il Re ed il suo rapporto con i licantropi), ma anche intrighi, segreti ed interessi che lo popolano a tutti i livelli, coinvolgendo quindi in un unico quadro, che si va a mostrare poco per volta, anche Eric, Sophie-Anne ed il magister, nonchè Tara ed il suo nuovo, inquietante quanto affascinante, amico vampiro Franklin (un fantastico James Frain).

Joe Manganiello ed Anna Paquin nell'episodio It Hurts Me Too di True BloodQuindi la storia d’amore storica della serie, quella tra Bill e Sookie, resta centrale perchè collegata al filone narrativo principale, ma proprio per questo cambia registro e si allontana dai toni che avevano iniziato a stancare dopo due anni, mentre si continua ad interrogarsi sui poteri del personaggio di Anna Paquin, di cui proprio il finale di Trouble dà un’ulteriore quanto sorprendente prova, e sulle loro origini.
Accanto a lei si delinea maggiormente il placido personaggio interpretato da Joe Manganiello, il licantorpo Alcide che l’accompagna nella sua missione di ricerca, attraverso il quale riusciamo a cogliere anche alcuni aspetti in più della sua specie, di cui colpisce lo spirito del branco che li attraversa quando sono insieme. Ma oltre a dar spazio alle novità della stagione, si cerca anche di approfondire temi e personaggi già noti, e quindi sia Bill che Eric sono protagonisti di flashback che ci mostrano spaccati proveniente da momenti diversi del loro passato.
Rispetto all’ultima porzione della stagione 2, le sceneggiature sembrano avere di nuovo in pugno la situazione e riescono a raccontare con equilibrio le diverse sottotrame, alternandole in modo misurato a quella principale: Sam, per esempio, ha portato a compimento la sua ricerca dei genitori, ma deve ora affrontare le conseguenze dell’aver ritrovato una famiglia invadente e problematica, che non ha esitato a sistemarsi a Bon Temps in attesa di risolvere i propri guai; Tara, come detto, è invece alle prese con Franklin, passando dalla passione alla prigionia ad una proposta di matrimonio/conversione. Ma ogni personaggio ha il suo spazio ed è forte la sensazione di un mondo vivo in cui tutte le storie vanno avanti e si sviluppano, anche se ci vengono mostrate per pochi minuti.

Anna Paquin e Deborah Ann Woll in una scena della stagione 3 di True BloodRestano sempre impagabili Jessica e Jason.
La giovane vampira ed il fratello di Sookie si confermano le due anime più originali dello show di Alan Ball ed è sempre divertente vederli alle prese con le proprie disavventure, che siano il liberarsi di un cadavere o il provare uno dei suoi nuovi poteri per Deborah Ann Woll, o la nuova folle idea di diventare poliziotto per  Jason. In termini di scene cult, proprioTruoble ci regala una perla assoluta, che però vede protagonista Franklin: l’uso della velocità da vampiro per la digitazione rapida di sms sul cellulare!
E’ in momenti come il suddetto che True Blood, giunta al suo terzo anno di vita, dimostra di essere ancora viva e vegeta e saper cogliere, con la giusta dose di grottesco, quegli aspetti quotidiani ed irriverenti del mondo vampiresco che la differenziano dagli altri prodotti che analizzano queste creature. E sa farlo senza tirarsi indietro quando c’è da stupire e spingersi sempre un passo più avanti sul piano della trasgressione, sia in termini di gore e sangue che vengono mostrati, sia dal punto di vista delle scene di sesso.
True Blood si conferma una visione piacevole e completa, che sa fornire spunti interessanti e dialoghi potenzialmente cult, alternandoli a momenti al limite del trashma anche ad altri ai limiti della poesia. Per ora, in attesa di comprendere nella loro totalità i risvolti della trama della terza stagione, ci possiamo accontentare.

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3.2Beautifully Broken” – 20 giugno 2010

Sono bastati un paio di episodi alla HBO per confermare quella che è la sua attuale serie di punta: subito dopo la programmazione e la conferma negli ascolti di Beautifully Broken, che ha totalizzato oltre 4 milioni di spettatori, la rete televisiva americana ha accordato la prevedibile quarta stagione a TRUE BLOOD. E’ un rinnovo, come detto, prevedibile, che arriva in un periodo in cui i vampiri consolidano la loro posizione nell’intrattenimento cine-televisivo.
Lo confermano le prime immagini di Beautifully Broken, dense di sangue ed organi tranciati in seguito allo scontro tra Bill ed i suoi sfidanti lupi, quasi a mettere subito in chiaro cosa ci si dovrà aspettare dal rapporto tra licantorpi e vampiri nel corso della stagione.

Denis O'Hare nell'episodio Beautifully Broken di True BloodUna ulteriore conferma arriva dagli elementi più propriamente politici del mondo narrativo di Bon Temps, rafforzando la sensazione avuta già nel primo episodio della stagione 3 di una maggior attenzione alle dinamiche dell’ambiente dei vampiri, con il ritorno del magistrato di Zeljko Ivanek e della Regina interpretata da Evan Rachel Wood,, a cui ora si contrappone un altro sovrano: Russell Edgington, il Re del Mississipi interpretato da Dennis O’Hare, mandante del rapimento di Bill allo scopo di offrirgli la carica di Sceriffo della sua area in cambio di informazioni sulla sua rivale Sophie Anne. La prigionia di Bill nel palazzo di Russell è condita da un altro elemento confermato nel secondo episodio: l’ironia che serpeggia nella serie. Imperdibile il pranzo articolato in diverse portate a base di sangue, durante il quale il Re fa la sua proposta a Bill.
Ironia che ritroviamo nell’educazione da giovane vampira della povera Jessica, lasciata da sola a gestire le sue nuove pulsioni da succhiasangue, e soprattutto l’eliminazione del primo cadavere che ne è conseguito, e le vecchie che la spingono verso Hoyt. Ironia che traspare nei dialoghi scritti in modo brillante e colorito, con momenti sopra le righe che riescono quasi sempre ad evitare cadute di stile.

Il secondo episodio offre anche un paio di momenti più intimi, da quello tra Sookie e Jason a quello tra Tara e Lafayette durante la visita in ospedale alla madre di quest’ultimo, riservandosi quindi spazio anche per l’approfondimento emotivo dei personaggi principali e sottolineando la natura di sopravvissuti dei due cugini interpretati da Rutina Wesley e Nelsan Ellis.  Sulla stessa linea più emotiva si innesta il sottoplot dedicato a Sam e la sua ricerca, riuscita, dei veri genitori, ma è presto per dire in che direzione si evolverà questa porzione di storia.
Alfre Woodard, Kevin Alejandro, Nelsan Ellis e Rutina Wesley nell'episodio Beautifully Broken di True BloodNon molto, infatti, accade per ora a livello di intreccio, o almeno di definizione dello stesso, e si procede per piccoli passi che appaiono però sicuri e consapevoli: se da una parte c’è da capire i motivi dell’interessamento da parte dei lupi nei confronti di Sookie, che è intanto concentrata sulla ricerca di Bill e sull’ottenere a questo scopo l’aiuto di Eric, a sua volta protagonista accanto a Godric di un intenso flashback di ambientazione nazista che sembra far risalire a quel periodo i suoi contatti con i licantropi; dall’altra incuriosisce l’arrivo in città di un nuovo vampiro, Franklin, interpretato da James Frain e coinvolto fin da subito con Tara.
Per capire in modo definitivo l’intreccio principale della stagione 3 si dovrà aspettare qualche altro episodio, ma per ora rinnovata fiducia agli autori che, fin qui, non hanno deluso le aspettative.

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3.1Bad Blood” – 13 giugno 2010

Sarà merito della sua originalità e soprattutto del suo coraggio, o forse dell’efficace campagna promozionale fatta di teaser e poster accattivanti, ma la crescita di True Blood in termini di ascolti è ormai una tendenza che si sta confermando nel tempo, diventando una vera e propria certezza: se il suo primo episodio aveva totalizzato solo 1.44 milioni di spettatori nel settembre 2008 e la premiere della stagione 2 oltre il doppio, 3.70 milioni, sorprende la premiere della nuova, terza stagione andata in onda la scorsa domenica sulla HBO, totalizzando ben 5.10 milioni di spettatori, che sono andati a pareggiare l’ascolto della season finale dello scorso settembre, confermandosi la serie più vista della HBO. Si tratta di una continuità rispecchiata dal plot della serie, che riprende esattamente dove l’ultimo episodio andato in onda aveva lasciato gli spettatori, gli stessi spettatori, a giudicare dal loro numero. BAD BLOOD, questo il titolo del primo episodio, è una conferma sia dal punto di vista dei temi e del sapore della serie, che dell’atteggiamento e del coraggio dei suoi autori, guidati da Alan Ball: resta l’umorismo che contraddistingue la serie, il suo modo di affrontare l’eccezionalità di quello che accade e l’uso che fa dell’integrazione dei vampiri nella società della serie per far riferimento alla discriminazione in senso generale. Ma spiccano nella premiere anche un paio di momenti particolarmente riusciti a livello visivo, piccoli tocchi capaci di colpire con la messa in scena e non solo per le situazioni che vengono raccontate.

Stephen Moyer in una scena della stagione 3 di True BloodSi riparte quindi dal rapimento di Bill, che rappresenta una delle storyline della premiere, una di quelle che presumibilmente farà da filo conduttore per tutta la nuova stagione, perchè introduce un nuovo elemento alla mitologia della serie: i licantropi. Un’aggiunta che ci preoccupa sia perchè il background diTrue Blood è già molto articolato ed il rischio di esagerare è sempre dietro l’angolo, un rischio che già nella seconda stagione più volte era sembrato concreto, sia perchè avere i lupi mannari come mandanti del rapimento di Bill fa venire allo scoperto una contrapposizione tra loro ed i vampiri che fa il verso a quanto accade in Twilight, ma che speriamo sia sviluppata in termini più ampi ed articolati.
Se dal punto di vista di Bill assistiamo ad un incipit della sua storyline di stagione, ne consegue che parallemente ci sia poco da fare per Sookie, alle prese con la ricerca dell’amato, ma per tutti gli altri la premiere riesce ad impostare stati d’animo e gettare basi interessanti. In primo luogo con Sam, non solo per la sua ricerca dei genitori, ma per le conseguenze dell’aver assunto il sangue di Bill, che ha creato un legame tra i due che ha come prima controindicazione un sogno erotico con i due protagonisti di una situazione omosessuale interrotta, per ora, solo da un brusco risveglio.
E’ l’ulteriore conferma del tentativo degli autori di continuare a stupire, spostando di volta in volta il limite un passo più avanti, dando ormai per normali le scene di sesso che anche in questo nuovo episodio non mancano, dal rapporto di sei ore tra Eric e la nuova ballerina del Fangtasia alla imbarazzante performance, o mancanza della stessa, tra il solito impagabile Jason Stackhouse e due ragazze di passaggio a Bon Temps.

Carrie Preston, William Sanderson e Chris Bauer in una scena della stagione 3 di True BloodPer il povero Jason non è infatti un periodo facile: il personaggio di Ryan Kwanten, come la Tara di Rutina Wesley, devono affrontare le conseguenze della morte di Eggs, ovviamente con modalità ed emozioni diverse coinvolte. Jason è sconvolto per aver ucciso un uomo, ed è costretto ad affidarsi suo malgrado ad Andy Bellefleur per evitare il carcere (ma quanto la strana coppia da loro formata, a cui si deve qualche scambio di battute imperdibile, riuscirà a confermare la loro versione dei fatti senza tradirsi?), mentre Tara è disperata per la scomparsa dell’amato e precipita in una fase di depressione molto profonda. Ed affascina la goffagine della neonata, in termini vampirici, Jessica alle prese con le prime pulsioni e difficoltà del suo nuovo stato; un aspetto che fa forse storcere il naso ai puristi del vampirismo, ma che rappresenta motivo di curiosità per un prodotto che cerca di affrontare il genere in modo originale, sdrammatizzandone molti punti consolidati.
Non mancano gli aspetti più puramente politici del mondo dei vampiri, con il ritorno del Magister interpretato da Zeljko Ivanek e la Regina Sophie-Anne di Evan Rachel Wood, entrambi con Eric per valutare e gestire la diffusione di V, seppur con intenzioni e motivazioni diverse.
Insomma Bad Blood risulta un avvio di stagione che mette insieme continuità e novità, impostando stati emotivi e storie per questi nuovi dodici episodi, tra novità ed approfondimento dei personaggi già noti ed amati, con l’intento di fare ulteriori passi avanti sul cammino della trasgressione, voluta e cercata, nella speranza che gli autori riescano a confermare l’abilità dimostrata nel mantenere il giusto mix di elementi ad evitare quel passo di troppo che possa far perdere l’equilibrio tra umorismo e trash volontario.

fonte: movieplayer.it






commenti
  1. giada ha detto:

    ciao a tutti volevo solo sapere se la prima puntata di mandata il 13 giugno in america si puo’ vedere in italia anke con i sottotitoli.se è si dove posso cercarla e vederla?

  2. Truegirl ha detto:

    Ehi, ho fin di ved poki sec fa…F-A-N-T-A-S-T-I-C-A!!! Nn vedo l’ora di ved la proxima e mi secca 1casino dover aspe così tanto…grrrr…

    PS: 1 MILIARDO DI POLLICI IN ALTO PER LE BELLE CHIAPPE CEREE DI ERIC!!! E quanto era gayo il sogno di Sam?!? S’è svegliato troppo presto…^_^

  3. Chicca ha detto:

    Solo una frase su tutte: forse un po volgarotta ma che sintetizza tutto il genio di Alan ball: Andy che dice a Jason :”Conscience off, dick on!” (Spegni la coscienza e fai funzionare l'”arnese”)

  4. Polissena ha detto:

    Non sono proprio daccordo sulla tua descrizione della puntata, almeno per la parte dei licantropi. La Harris ha descritto la loro contrapposizione molto prima che alla Mayer venisse in mente di scrivere Twilight!

  5. Gianluca ha detto:

    Si sa quando dovrebbe uscire la 3 stagione in italia?

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